La testimonianza di Marco

Marco è un Volontario del Soccorso della Croce Rossa di Alassio ed al Corpo Militare della Croce Rossa.

Non è proprio il classico passante che si ritrova a dover intervenire senza alcuna esperienza, anzi di esperienza ne ha tanta e non manca neppure la preparazione al soccorso. Riportiamo la sua esperienza per via delle condizioni particolari nelle quali ha dovuto operare.

Tempo fa, nel novembre del 2015,  si trovava a sistemare l’attrezzatura da paracadutismo presso un campo volo. Aveva appena terminato un lancio quando lo hanno chiamato perché nel lancio successivo al suo c’era stato un incidente. Un ragazzo, probabilmente a causa di una manovra azzardata a bassa quota, era atterrato con molta violenza. Marco si è subito reso disponibile e con un mezzo del club ha raggiunto la vittima. Questa era a terra, su un fianco leggermente prona, ancora cosciente, con ancora l’attrezzatura addosso. Il volto era tumefatto e coperto di sangue ma parlava e si lamentava.

Il 118 era già stato chiamato e Marco si è solo assicurato che la persona respirasse.

-Non avendo attrezzatura e non avendo a disposizione persone competenti, con un evidente politraumatizzato, in una posizione che permetteva il fluire di liquidi fuori dalla bocca son stato solo attento che non si muovesse e che rimanesse cosciente- racconta al telefono.

-Purtroppo dopo poco ha perso coscienza ed è andato in arresto- malgrado le condizioni son stato costretto a liberarlo dall’attrezzatura. Abbiamo “sparato l’emergenza” (una manovra necessaria per liberare il paracadute di emergenza n.d.r.), qualcuno ha tagliato un cosciale e spiegando come sincronizzarci l’ho fatto posizionare supino coordinando la manovra. Ho valutato nuovamente il respiro con maggior sicurezza di quando era girato su un fianco-

Il ragazzo non respira, Marco fa  avvertire il 118 del cambio di condizione della vittima ma l’ambulanza è ormai vicina.

-Sentivo le sirene dei colleghi che arrivavano quando iniziai il massaggio cardiaco. Il volto era coperto di sangue e fluidi e io ero senza alcuna protezione, tanto meno una pocket mask o un pallone auto espandibile. Seguendo il protocollo decisi di fare solo massaggio. Ci vollero ancora due minuti prima che l’ambulanza si fermasse affianco a noi-

Nei minuti successivi la RCP continua, Marco rimane con i suoi colleghi e porta avanti il soccorso con tutti i presidi finalmente disponibili, applicano ovviamente anche il DAE e il dispositivo consiglia la scarica. Dopo qualche minuti la vittima è di nuovo con battito e respiro spontaneo. Vista la gravità era stato avvicinare anche l’eliambulanza, a quel punto il medico e l’infermiere continuano il soccorso ma anziché un arresto hanno un paziente che respira, grave, ma vivo.

In questo caso mi preme sottolineare che Marco non aveva la possibilità di fare le insufflazioni bocca a bocca data la presenza di sangue e altri fluidi. Persona sconosciuta per di più. Ha deciso di effettuare il solo massaggio cardiaco per almeno due minuti. All’arrivo del DAE con l’ambulanza l’apparecchio ha subito consigliato la scarica. Molto probabile che quei due minuti di solo massaggio cardiaco siano stati importanti!

Successivamente all’incidente il Club si è preparato ed attrezzato per poter effettuare al meglio un soccorso in attesa dei soccorsi del 118.