Ogni volontario è uno chef (se i colleghi non ordinano la pizza)

Chef 1

Il soccorritore si nutre di pura tensione solo per i primi turni di servizio, poi capisce che non è il caso di assumere solamente il caffè della macchinetta quando si è in sede.
Esistono le pizze da asporto, il cinese da asporto, il giapponese da asporto, l’asporto da asporto, ma arriva il momento nel quale qualcuno in sede dirà -faccio una bella pastasciutta!-
Preparare del cibo cotto in servizio porta una sfiga pazzesca. Quando si vede la pentola piena d’acqua che viene adagiata sul fornello è il momento giusto per accendere il motore del mezzo in prima uscita. Il momento critico è da quando si getta la pasta a quando si dà la seconda forchettata. Quello è il momento di massima delusione, quello che crea maggior sofferenza. Dunque alcune regole importanti per essere uno chef in turno. La prima: qualsiasi cosa accada chi cucina deve spegnere i fornelli, soprattutto se è chi risponde al telefono. Sembra una cazzata, ma non lo è. Casomai poi li accendi nuovamente.
Utilizzare solo pasta spessa. Dimenticate le barbine, bavette e bavettine.
Invece spaghetti n.5, bucatini e maccheroni sono perfetti. Questi tipi di pasta son in grado di sopportare trattamenti assurdi. Per esempio possono esser lasciati nella pentola dopo aver spento il fuoco, per poi esser ritrovati perfetti, o almeno mangiabili, al ritorno dopo 40/60 minuti.
Nel caso ricordate che con abbastanza burro anche la pasta fuori cottura diventa una delizia.
E’ inoltre importante che lo chef sia, se possibile, un membro della squadra che può rimanere in sede. Il quarto, quello senza patente.  Oggettivamente se ti chiamano quando stai scolando ti girano i coglioni. Certo se siete in 4 e la centrale ti chiede se puoi andare con due mezzi su un incidente rinunci a tutto, non c’è discussione.
Il burro e la mantecatura. E’ il cuore della tua pastasciutta. Manteca bene, gira a lungo con tanto burro. La dieta si fa a casa. Una pasta ben mantecata può esser scaldata e mangiata dopo ore. Rispetta l’armadietto di altre squadre. Mai e poi mai si prende da un armadietto senza avvertire ed è quasi un dovere sacro restituire più di quanto si ha preso. Preferibile sempre prendere solo minerali, sale, zucchero. Le scadenze! Attenzione una volta ho preso una confezione di pasta e mentre mangiavamo ho scoperto che era scaduta da un anno.
Non metter nulla nel frigo in comune che non consumerai prima della fine del turno.
Gli armadietti sono sacri, ma è difficile ritrovare qualcosa di buono in frigo dopo un paio di giorni.
Il sugo. Il sugo va portato da casa. Non ci sono santi. Il sugo al massimo deve esser scaldato. Evitate cose del tipo di soffriggere o tritare aglio in servizio. Se poi intervenite avrete un lezzo imbarazzante, tornati in sede scoprirete che la sede avrà l’odore di un negozio di kebab.
Per lo stesso motivo sconsiglio carne ai ferri e qualsiasi forma di pesce.
L’unico fritto consentito sono le patatine se la cucina ha delle grandi finestre.
I dolci invece danno grandi soddisfazioni. Ovviamente non torte su tre piani, ma anche virtuosismi come un tiramisù. Il dolce appena fatto dona gioia e rinfranca i cuori. Non ho mai visto malumore  quando usciva una crostata dal forno (avevamo un collega che ne faceva di eccellenti). I dolci spesso possono esser interrotti e ripresi senza alcun problema.  Mangiati la mattina insieme ai colleghi del cambio turno possono far perdonare screzi del passato (tipo aver lasciato il mezzo il disordine a cambio turno).